Inizia una chat

FRAMMENTI DI CONOSCENZA

PERCHÈ WAGNER O SI AMA O SI ODIA?

La storia della musica non è sprovvista di un numero ragguardevole di compositori controversi e provocatori, ma ancora ad oggi colui che suscita le divergenze più acute è senza dubbio Richard Wagner.
Considerando quanto universalmente amato sia il movimento artistico a cui appartiene, il Romanticismo, l’effetto polarizzante della sua musica può sorprendere; quando poi ci si rende conto che Wagner è l’espressione più totalizzante e completa della cultura romantica, la sorpresa può diventare sconcerto.
Molti tratti stilistici della musica di Chopin o Schubert si ritrovano in modo più marcato in Wagner; com’è possibile che molti ascoltatori si sentono appagati e commossi dai primi due e disturbati, se non addirittura disgustati, da quest’ultimo?

Per comprendere appieno le reazioni così violente e contrastanti all’arte di Wagner è necessario aver chiara la portata della rivoluzione che egli compì in musica.
Nonostante le forme stilistiche assai mutevoli che la musica assunse nel tempo, a partire dall’epoca barocca ne vennero definite alcune caratteristiche che entrarono gradualmente nella coscienza collettiva come necessarie e inevitabili. Esse sono essenzialmente la dialettica della tensione-distensione e la natura logico-linguistica della musica.
Per quanto astratte o complicate possano sembrare queste denominazioni, si tratta di idee molto concrete, che sopravvivono in un modo o nell’altro nella mente di tutti.
La dialettica della tensione-distensione definisce il flusso musicale come l’alternanza di momenti dinamici e carichi di una progressiva necessità di arrivare „da qualche parte“, e di momenti di soddisfazione e riposo dove si ha la sensazione di essere giunti a una più o meno provvisoria conclusione. Ciò che dà direzione e acuisce la tensione sono primariamente (ma non solo) le dissonanze, che inducono il bisogno di una risoluzione urgente e rassicurante in armonie consonanti.
La natura logico-linguistica della musica consiste in una scrittura che imita il parlare umano, in cui le note si sostituiscono alle parole; in questo senso il discorso musicale è governato da un filo conduttore e dalle proprie premesse arriva a una conclusione. Ascoltando un pezzo di musica ci aspettiamo, spesso inconsciamente, di poterlo seguire, che „abbia un senso“, che ci dia una sensazione di compiutezza e intelligibilità. Ciò determina la costruzione a botta-e-risposta del flusso musicale, che diviene così di domanda (tensione) e risposta (distensione) e crea quell’esperienza così multiforme, cangiante, ma allo stesso tempo ordinata e comprensibile che è tipica della musica pre-wagneriana.

Questa concezione musicale trova il suo apice nel classicismo di Haydn, Mozart e Beethoven. Subito dopo, gli autori romantici della prima metà dell’Ottocento mantennero in una certa misura questi antichi criteri a fianco delle novità tipiche del loro movimento, quali l’introspezione, l’evocazione e la fuga dalla realtà.
È importante notare come la poetica del Romanticismo sia essenzialmente in polemica con la chiarezza discorsiva della musica dei classici; che i primi romantici rimanessero almeno in parte fedeli alle idee di logica e tensione del passato era un compromesso, dovuto soprattutto al fatto che non era affatto concepibile potervi rinunciare completamente. Ciascuno trovò il proprio equilibrio personale: Schubert e Mendelssohn più vicini al passato classico rispetto a Schumann e soprattutto a Liszt.
Era solo questione di tempo prima che un compositore romantico osasse portare all’estremo lo spirito della propria epoca, sfidando quelli che erano divenuti capisaldi irrinunciabili della creazione musicale. Questo compositore è Richard Wagner.

Ciò che a tanti ascoltatori riesce sconcertante nella musica di Wagner è proprio la rinuncia totale al filo conduttore, a quell’alternanza di momenti interrogativi e momenti risolutivi, a fasi percettibili di tensione e distensione; in breve, all’idea che la musica debba essere intelligibile.
Al contrario, tratti tipici della sua arte sono la sospensione della necessità di comprendere, la trasformazione da una concezione lineare a una evocativa e avvolgente, la mancanza di coordinate chiare per decifrarne la logica interna, l’utilizzo di melodie e armonie non più come frasi, bensì come colori e atmosfere.
Tutto ciò richiede all’ascoltatore un atteggiamento radicalmente diverso rispetto a ciò a cui la musica precedente lo ha abituato. Con Wagner, l’ascolto diviene immersione, abbandono, qualcosa al tempo stesso primordiale-animalesco ed emotivo-spirituale, vale a dire l’alfa e l’omega dell’irrazionalità.
A queste idee fondamentali vale la pena di aggiungere che per Wagner la musica non è mai una realtà isolata, ma parte di ciò che egli chiama „opera d’arte totale“, un pezzo di teatro musicale che combina musica, azione, poesia, scenografia e ingegneria al fine di rapire e far perdere il senso della realtà.

Tenendo presente tutto ciò, le reazioni estreme e opposte che l’arte di Wagner suscita non devono sorprendere. Carattere, educazione e abitudine portano ciascuno a sviluppare una visione più o meno consapevole di ciò che la musica è e di quale natura sia la sua bellezza: se lineare, discorsiva e retorica, oppure coloristica, evocativa e misteriosa. È mia convinzione che tutti noi, anche i più eclettici, propendano in definitiva per una o per l’altra.
Questa preferenza è il motivo per il quale per molti la musica di Wagner risulta essere una massa informe, incomprensibile e perciò noiosa, o addirittura indecente e repellente, mentre per altri invece è magica, incantevole e ultraterrena, l’unico oggetto artistico che riesca pienamente ad annullare questo mondo dominato dal concreto e dal principio di causa ed effetto, e per questo portatore di un’esperienza sublime e rivelatrice.

TORNA AGLI ARTICOLI

CONTATTAMI

Hai un’idea, un progetto o una proposta da sottopormi?

Cookie Consent

Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per le finalità di funzionalità, miglioramento dell'esperienza, misurazione e marketing (con annunci personalizzati). Puoi liberamente prestare, rifiutare o revocare il tuo consenso, in qualsiasi momento, accedendo al pannello delle preferenze. Il rifiuto del consenso può rendere non disponibili le relative funzioni. Usa il pulsante “Accetta” per acconsentire. Chiudi questa informativa oppure usa il pulsante “Rifiuta” per continuare senza accettare.

Scopri di più e personalizza